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Cosa fare in caso di emergenza





Come per noi uomini anche per il mondo dei gatti esistono numerose malattie in cui i nostri amati gatti possono essere contagiati. Descriviamo qui di seguito le malattie più frequenti nel gatto, indicando i sintomi che ci portano a far capire quale malattia possa essere, con la necessità di ricorrere ad un medico veterinario, e quanto importanti sono le vaccinazioni per prevenire le malattie.

Malattie più frequenti nel gatto, e cosa fare nelle emergenze:

La toxoplasmosi.

E' una zoonosi causata dal Toxoplasma condii, un protozoo  che si comporta come un parassita intracellulare obbligato e molto diffuso in natura, grazie all'assenza di una specificità di ospite (mammiferi, uccelli e rettili), la presenza dell'ospite definitivo (il gatto) ovunque e la grande capacità di trasmissione. Il gatto, essendo l'ospite definitivo del protozoo elimina con le feci gli oocisti che in pochi giorni raggiungono la maturazione nell'ambiente esterno e possono infettare tutti gli organismi a sangue caldo, uomo incluso. L'infezione nel gatto raramente diviene manifesta, e la sua eventuale evoluzione dipende dal sistema immunitario dell'ospite. In realtà il ruolo del gatto nella trasmissione della malattia all'uomo è molto sopravalutato. Solo l'1% dei gatti elimina oocisti ed essi si infettano predando uccelli, topi o tramite ingestione di carne contenenti le cisti del parassita. Statisticamente maggiormente esposte al rischio di infezione sono invece le persone che, per abitudini alimentari o scarsa igiene, si cibano di carni poco cotte e verdure crude mal lavate. La profilassi della toxoplasmosi nel gatto riguarda soprattutto la prevenzione dell'escrezione di oocisti, quindi fornendo quale cibo carne cotta (o meglio, cibo onfezionato), allontanando giornalmente le feci, evitando all'animale di girovagare all'aperto.

La gastroenterite infettiva.

E' dovuta ad un parvovirus, estremamente resistente alle alte temperature, a condizioni ambientali sfavorevoli, ai disinfettanti. Nel gatto adulto l'infezione, grave e molto contagiosa, è di solito subclinica, mentre nel cucciolo è presente un'elevata mortalità. I sintomi più frequenti sono anoressia, depressione del sensorio, febbre elevata, dolorabilità alla palpazione dell'addome, vomito, diarrea, disidratazione, aborto. Il decorso della malattia varia dai 5 ai 7 giorni nella fase acuta, che se viene superata, permette una rapida guarigione. La diagnosi segue il riconoscimento dei sintomi tipici e della marcata leucopenia. La terapia si basa sull'impiego di soluzioni reidratanti elettrolitiche per via endovenosa, di trasfusioni di sangue, di antibiotici ed antiemetici.

Note: Importante per la prevenzione è la vaccinazione dei micetti all'età di 8-10 settimane, da ripetersi dopo un mese e quindi annualmente.

La leucemia felina.

E' dovuta ad un retrovirus e rappresenta la maggiore causa di mortalità nel gatto domestico. Si diffonde per contatto diretto della mucosa oronasale con la saliva infetta. L'esordio della leucemia felina (FeLV) è variabile e può originare tre diverse forme: 1) Stato di infezione. 2) Infezione persistente. 3) Infezione transitoria. I sintomi più frequenti sono l'insorgenza di neoplasie linfoproliferative a carico di differenti organi, disordini mieloproliferativi (caratterizzati da anoressia, dimagrimento, anemia progressiva, ittero, epato e splenomegalia), immunodeficienza FeLV indotta (possibilità di contrarre infezioni secondarie, soprattutto croniche), aumento di volume dei linfonodi periferici, infertilità ed aborto. L'infezione da FeLV è più frequente nei soggetti tra 1 e 6 anni d'età. Non esiste una terapia specifica ma è utile l'uso degli antibiotici, la somministrazione di fluidi ed il supporto nutrizionale.

Note: La prevenzione è molto importante, in particolare la vaccinazione (il vaccino viene inoculato all'età di 8-10 settimane di vita, con una ripetizione dopo 2-4 settimane ed un richiamo annuale).

L’immunodeficienza felina.

Il virus responsabile dell'immunodeficienza felina (FIV) è un retrovirus che agisce infettando e quindi distruggendo popolazioni di linfociti T e, dopo un periodo di latenza che dura anni, provocando la comparsa di una sindrome di immunodeficienza, che si caratterizza per la comparsa di infezioni croniche ricorrenti. L'infezione, che è fatale, permane per tutta la vita e progredisce in modo variabile (il 20% dei soggetti colpiti muore entro i due anni dalla diagnosi, più del 50% invece, nello stesso periodo rimane asintomatico). Una volta manifestatesi l'infezione, la sopravvivenza non supera l'anno. Il FIV può infettare gatti d'ogni età, soprattutto i soggetti dai 5 anni in su, e più i maschi delle femmine. Il FIV è eliminato con la saliva e trasmesso attraverso il morso. I sintomi variano con l'evoluzione della malattia. Nella fase acuta può esservi febbre, linfoadenopatia e neutropenia. La seconda fase è asintomatica e può durare anni. La fase cronica terminale si manifesta con una sindrome di immunodeficienza con infezioni ricorrenti, con sintomi che peggiorano progressivamente in mesi od anni (deperimento, febbre ricorrente, gengivite, stomatite e periodontite, rinite, congiuntivite, diarrea, anemia, infezioni batteriche recidivanti ad andamento cronico. La malattia non è attualmente curabile ma i gatti senza sintomo possono vivere per anni, mentre quelli con la patologia attualmente possono avere benefici seguendo una terapia di supporto (antibiotici, fluidi, regime alimentare).

Note: Per la prevenzione è importante evitare il libero girovagare del gatto e sottoporre a castrazione i maschi. Il ricorso al veterinario ed i suoi suggerimenti sono indispensabili.

La peritonite infettiva.

E' una malattia sistemica immunomediata, progressiva e mortale dovuta ad un coronavirus. E' diffusa in tutto il mondo non solo nei gatti domestici ma anche nei felini selvatici. Il virus è trasmesso attraverso le secrezioni (orali e respiratorie), le feci e a volte le urine, e può sopravvivere in ambiente esterno per alcuni giorni. I sintomi della peritonite infettiva felina (FIP) comprendono febbre persistente, ridotto accrescimento nei cuccioli, anoressia, dimagrimento, vomito e diarrea, disidratazione e anemia. Il quadro clinico può variare secondo la virulenza del ceppo virale ed il sistema immunitario del soggetto colpito. Sono conosciute una forma essudativa ed una forma secca della malattia. Non esiste attualmente alcun trattamento efficace. Si utilizzano i corticosteroidi (per le infiammazioni secondarie) fluidoterapia, trasfusioni di sangue e regime alimentare dietetico.

Cosa fare in caso d'emergenza.

Se il vostro gatto manifesta un stato di malessere, è necessario rivolgersi subito ad un veterinario, soprattutto se non si riesce a comprendere la causa della malattia. Alcuni sintomi che descriviamo devono essere il motivo principale a ricorrere immediatamente al medico. (REAZIONI ALLERGICHE - CONVULSIONI O COLLASSO - COLPO DI CALORE - FERITE SANGUINANTI - TRAUMI - DIFFICOLTA' RESPIRATORIE - DIFFICOLTA' AD URINARE O EVACUARE - FEBBRE ALTA - SOSPETTO AVVELENAMENTO - VOMITO E DIARREA FREQUENTI E IMPONENTI).









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Pubblicato su: 2006-12-10 (3068 letture)

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